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Percorso nutrizionale

“è l’anima quella che conosce, e per l’anima i sentimenti sono ciò che per il corpo sono le sostanze che ne formano il nutrimento”

R. Steiner

Chi chiede di intraprendere un percorso di perdita del peso, attraverso un percorso nutrizionale, si rivolge al professionista per ricevere un piano alimentare efficace, che garantisca il dimagrimento.

La richiesta esplicita che il paziente solitamente porta, è quella di intraprendere un percorso alimentare che garantisca dei risultati in tempi accettabili.
La dieta rappresenta dunque una strategia esterna che viene caricata di capacità salvifiche, soprattutto all’inizio del percorso, come se avere una “dieta che funzioni” sia l’unica variabile a garanzia dell’efficacia del percorso.

Accade dunque, che di fronte alle prime difficoltà, la dieta che era inizialmente la zattera della salvezza diventi improvvisamente la zavorra che rallenta e dunque la responsabile dell’insuccesso e della mancanza di risultati.
Questa mentalità trascura, in realtà, l’importanza della consapevolezza del soggetto sul proprio funzionamento in relazione al cibo e non tiene conto che acquisire delle strategie di autocontrollo e di autoconsapevolezza è una condizione indispensabile, non solo per perdere peso, ma soprattutto perché i risultati vengano conservati nel tempo.
Il fine ultimo è quello di raggiungere uno stato di benessere psicofisico completo.

Il programma proposto prevede, dunque, parallelamente al percorso alimentare anche un supporto motivazionale e psicologico che aiuti il paziente a rintracciare quali sono i pensieri e le dinamiche comportamentali che lo ostacolano non solo nel raggiungimento del peso ideale ma più in generale nel raggiungimento di uno stato di salute in cui si prenda consapevolezza dell’interdipendenza degli aspetti mentali e corporei.

Poiché il programma rappresenta in prima istanza la proposta di un nuovo percorso metodologico che consideri abitudini alimentari e dinamiche psicologiche come due dimensioni inscindibili, la persona è presa in carico da due figure professionali diverse, quali il nutrizionista e lo psicologo.

L’integrazione degli interventi professionali, non solo è utile per quei pazienti che desiderano acquisire un maggior controllo sul proprio comportamento alimentare, ma diventa addirittura fondamentale per tutte quelle persone che abbiano difficoltà a regolare la proprio condotta alimentare perché perdono facilmente la motivazione o mangiano sotto la spinta di emozioni ritenute negative

Queste difficoltà portano spesso al fallimento del piano alimentare del paziente che di fronte all’insuccesso tende a rivolgersi ad un altro professionista. La gestione dell’insuccesso è un punto nodale del percorso alimentare, che se affrontato in modo adeguato può aiutare il paziente a raggiungere un nuovo livello di consapevolezza di sé.

La consulenza psicologica ha dunque come obiettivo quello di aiutare il paziente a scoprire il proprio funzionamento e l’impatto che le emozioni hanno avuto e hanno sulle proprie abitudini.

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