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Danzaterapia Clinica

“Quando un bambino si muove o danza, sta portando visibilità alla sua personalità. Più ricchi sono i suoi movimenti, più ricco sarà il suo apprendimento. Così come gli permettiamo di pensare, dovremmo permettergli di muoversi liberamente”

Diane Fraser

Giocare con la danza e con il movimento è un istinto naturale dei bambini, la danzaterapia clinica è volta alla scoperta del linguaggio della danza come strumento utile per stimolare l’espressività, la relazione, la propriocezione e la consapevolezza corporea.

E’ proprio a partire dal proprio corpo che il bambino interagisce con se stesso e con gli altri, attraverso lo stimolo sonoro e musicale si creano momenti di sperimentazione in cui il bambino diventa osservatore, creatore ed esecutore del proprio fare.

Proporre un percorso di danzaterapia clinica significa per noi arrivare a condividere insieme a bambini esperienze emotive, relazionali e creative attraverso il corpo e il movimento, con l’intento di promuovere una crescita globale della persona: emozioni, linguaggio, relazione.

Lo strumento primario della danza è il corpo e la sua capacità di muoversi. Il bambino fin dalla nascita si trova a dover sperimentare le possibilità del suo corpo, scoprire i suoi movimenti e le relative funzioni significative. Ciò che la danza in quanto arte del movimento offre, è la possibilità di approfondire la conoscenza del proprio corpo in movimento e delle sue potenzialità espressive.

Attraverso la danzaterapia clinica, il bambino sperimenterà le numerose possibilità comunicative offerte dal suo corpo, scoprirà che la qualità dei suoi movimenti dipende dalle emozioni che prova, dallo spazio che ha a disposizione. Verrà inoltre guidato in un ascolto attivo della musica proposta, imparando a muoversi seguendo anche i suggerimenti ritmici e melodici. Si procede attraverso diversi tipi di approccio: si sviluppa la capacità di “fare” i movimenti, ampliando il linguaggio motorio di base, si incentiva l’immaginazione e la fantasia nel “creare”, sviluppando una personale autonomia creativa, si esercita l’occhio a saper “osservare” il movimento di chi sta danzando.

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